Si deve partire, per arrivare.

“Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio.
Una torre alta nove piani incomincia con un mucchietto di terra.
Un lungo viaggio di mille miglia si comincia col muovere un piede.”
cit. Lao Tse

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Giorno dopo giorno si vivono diverse esperienze e diversi momenti, alcuni più facili, altri più difficili.
Talvolta ci si pongono obiettivi, si elaborano idee e prospettive, ma si osservano le possibilità, dall’immobilità dell’attuale e dalla certezza di ciò che si ha già.
È comunemente molto difficile pensare al cambiamento e decidere di lasciare un porto sicuro per attraversare un mare, potenzialmente burrascoso, per arrivare da un’altra parte, potenzialmente migliore, ma non per forza.
Anche quando si sente di non stare bene, di potersi migliorare, di poter rivedere le proprie certezze verso idee più proficue, non è detto che si abbia la voglia e il coraggio di mettersi in gioco.

Tutto questo vale ancora di più quando ciò che va gestito sono le relazioni con le persone alle quali vogliamo bene: mettere in discussione la propria relazione coniugale, il proprio ruolo di genitore o di figlio o di fratello, è complesso e può essere percepito come rischioso. Si possono, infatti, ritrovare momenti di dolore o di debolezza che si pensavano accantonati, o riconoscere errori che erano stati lasciati da parte.
Però rimettersi in cammino, confrontandosi con se stessi e con gli altri che costituiscono il nostro mondo relazionale, permette di darsi nuove mete e nuove risposte, che possono aiutare a stare meglio e a vivere meglio la quotidianità e la speranza del futuro.

Si deve pensare che al di là del muro della paura e della preoccupazione, ci può essere una realtà più vivibile.

D’altronde, si deve partire, per arrivare. Eventualmente anche cercando qualcuno che ci accompagni nel viaggio.

Dott.ssa Giulia Schena

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Curva dopo Curva

“La strada per la nostra destinazione non è sempre diritta. Prendiamo il percorso sbagliato, ci perdiamo, ci voltiamo indietro. Forse non importa su quale strada ci imbarchiamo. Forse quello che conta è che ci si imbarchi.” (cit. B. Hall)

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 Può succedere che si abbia l’impressione di aver intrapreso la strada sbagliata solo perché non si giunge dove si pensava si sarebbe giunti. Purtroppo (o forse per fortuna) la vita non è così lineare, le relazioni sono spesso difficili da comprendere e da gestire, i problemi e le difficoltà sono all’ordine del giorno.
Ma non per questo vale la pena di fermarsi, di gettare la spugna.
Piuttosto si può pensare che anche le curve, le difficoltà, le incertezze, siano un’occasione per stare meglio.
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Quando, però, ci sembra di aver smarrito la via, si può chiedere aiuto, per rimettersi in carreggiata e riprendere a viaggiare con più vigore, riscoprendo capacità e possibilità che, magari, erano rimaste nascoste dietro lo schermo della paura di sbagliare.
Ed è bene anche ricordare che ogni curva, così come ogni rettilineo, ogni salita, ogni discesa, hanno permesso di giungere fino al punto in cui ci si trova, e non vanno persi o dimenticati, anzi talvolta vanno ripresi e capiti meglio.
Dott.ssa Giulia Schena