#unlibroperte

Io incontro molta gente. Incontro, nel mio lavoro, ma anche nella mia vita in generale, tante persone. Spesso sono persone che stanno vivendo un momento di difficoltà, o un periodo di crisi, o un’esperienza pesante, o, semplicemente, una fase della vita che deve trovare un inquadramento. Spesso sono persone che mi chiedono un parere, un aiuto, un supporto. O anche solo un po’ di conforto, un po’ di comprensione. O, magari, anche solo un confronto, una condivisione.

E un’altra cosa che faccio molto è leggere. Io leggo molto.
Leggo per diletto, per divertimento; leggo per interesse, per studio, per approfondimento; leggo per necessità, per passione, per cercare aiuto; leggo per capire meglio, per sapere di più, ma anche per farmi più domande.

E mi capita, a volte, di leggere un libro e pensare che tutti dovrebbero leggerlo. Mi capita di trovare frasi o passaggi che mi danno illuminazioni, che mi fanno riflettere, che mi accendono la lampadina. Sono libri pieni di spunti, di quelli che mi verrebbe voglia di usare per intero nelle mie citazioni. Sono libri che magari non sono molto famosi, non sono best seller, ma possono essere ottimi fari nella bufera della vita.

Ecco allora che ho pensato di creare una rubrica: i libri che reputo imperdibili, quelli che riescono in una sola copertina a contenere storie appassionanti, riflessioni illuminanti e possibilità di approfondimento. Ogni due settimane proporrò un libro, con i relativi hashtag sui temi trattati e con una breve recensione. Se anche voi avete libri da consigliarmi, siete i benvenuti.

“Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà” (cit. I. Calvino)

Dott.ssa Giulia Schena

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7 buoni motivi per leggere con i bambini

Entrando in una qualsiasi libreria (o in una qualsiasi biblioteca) è facile farsi cadere l’occhio su quella sezione tutta colorata, con libri di diverse forme e dimensioni, con i materiali più svariati che spuntano in mezzo alla “banale” carta: sono i libri per bambini. E i libri per bambini non sono solo passatempi, ma sono anche strumenti utilissimi ad accompagnare i più piccoli nella crescita.

Un bambino che prende confidenza con la lettura, che impara ad apprezzare i libri e il tempo in loro compagnia, sarà un adulto con maggiori possibilità di essere felice, di sentirsi libero, di non sentirsi troppo solo.

Fin dai 4-6 mesi di vita i bambini sanno ascoltare (e hanno voglia e piacere di farlo!), così è possibile avviare i piccoli all’alfabetizzazione, leggendo per loro brevi storielle, mostrando loro libricini di diversi materiali o di diverse forme (ce ne sono di appositamente creati per attirare la loro attenzione).

I benefici della lettura fin da tenera età sono innumerevoli, eccone alcuni:

  1. Migliora il linguaggio: i bambini abituati alla lettura dimostrano di essere più predisposti alla comprensione del.linguaggio, acquisiscono maggiori competenze grammaticali, arricchiscono il proprio vocabolario.
  2. Lascia spazio all’immaginazione e favorisce la creatività: la ricerca dimostra che mentre si legge (o si ascolta una storia) ci si immerge in mondi fantastici, si fa conoscenza con nuovi personaggi, si immaginano i suoni, gli odori, i colori della storia, attivando così diverse aree cerebrali. Viaggiare sulle ali della fantasia permette di conoscere realmente mondi fantastici.
  3. Consente di rilassarsi: la lettura è un’attività piacevole, ma tranquilla, che fa sentire calmi e allo stesso tempo appagati. In altre parole: rilassati.
  4. Potenzia le capacità attentive e i tempi di tenuta dell’attenzione: prendersi del tempo per ascoltare una storia e dover utilizzare le proprie risorse per comprenderla ed assaporarla aiuta i bambini a saper gestire meglio la propria attenzione. Inoltre mentre ci si rilassa il cervello può ricaricarsi ed essere più efficiente.
  5. Arricchisce le capacità relazionali: la lettura è un’attività durante la quale i bambini possono godere di un tempo privilegiato con gli adulti di riferimento, perché mentre si legge insieme si è tutti attenti alla stessa cosa, si è vicini e si condivide un momento di “coccola” per il corpo e per la mente. Inoltre nelle storie che si leggono, i bambini possono immedesimarsi nei piccoli protagonisti che si relazionano tra di loro, costruendo così un bagaglio di “risposte relazionali” e imparando a far fronte a diverse situazioni relazionali pur non avendole vissute direttamente.
  6. Aiuta nell’introspezione e nella comprensione delle emozioni proprie e altrui: esistono libri meravigliosi che aiutano i bambini a comprendere le emozioni, a capire come affrontarle, a riconoscerle, a farle proprie. Inoltre leggere di personaggi fantastici che affrontano difficoltà simili alle proprie fa sentire meno soli e fa intravedere possibilità di risolvere i problemi.
  7. Aumenta il desiderio di apprendere e di conoscere: imparare, e in particolare imparare senza imposizioni e con entusiasmo, ha un potere ineguagliabile: fa venire voglia di imparare ancora! E così un libro tira l’altro, una storia ne fa immaginare un’altra, a ogni riga si assapora già quella successiva. E un bambino che ha voglia di imparare è un bambino con più curiosità, con più caparbietà e con più autostima.

“I genitori ti insegnano ad amare, ridere e correre. Ma solo entrando in contatto con i libri, si scopre di avere le ali.” (Cit. H. Hayes)

Dott.ssa Giulia Schena

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Articolo scritto in collaborazione con ToGENther – insieme genitori

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E se a fare l’inserimento ci aiutasse un libro?

A iniziare l’avventura della scuola in questi giorni ci sono anche tanti piccini: chi al nido, chi alla materna tutti alle prese con l’inserimento in un contesto nuovo, lontano dai volti conosciuti e dalle braccia calorose di mamma e papà, ricco di nuovi stimoli e pieno anche di nuove realtà che così, a primo impatto, potrebbero fare un po’ paura.

Paura, sì. Ai piccoli quanto ai grandi, perché spesso anche i genitori sono molto spaventati da questi nuovi inizi, un po’ intimoriti dalle nuove scoperte che il loro pargoletto potrà fare senza di loro, un po’ preoccupati delle sue possibili reazioni agli estranei e, inutile dirlo, un po’ impensieriti dall’adeguatezza dell’educazione che riceverà in questo nuovo contesto.

Le preoccupazioni di grandi e piccini, così, si mischiano, si intersecano, si alimentano le une con le altre e il rischio è che si ingigantiscano, rendendo difficile (mooolto difficile) questo passaggio che potrebbe invece essere motivo di gioia e di allegria, grazie alle nuove scoperte possibili, alle nuove piccole autonomie e alla possibilità per tutti (bimbi sì, ma anche genitori) di crescere e di imparare cose nuove.

Quindi se siete in piena “crisi da inserimento”, non preoccupatevi: non siete i soli. La maggior parte delle famiglie affronta questo momento e, nella quasi totalità dei casi, tutti ne escono vincitori.

I consigli che si possono dare in questa situazione sono probabilmente un po’ banali:

  • cercare di scegliere una struttura di cui fidarsi;
  • gestire il tempo dell’inserimento con calma e senza forzature né per il bimbo, né per il genitore;
  • non crearsi aspettative di alcun tipo (ad esempio “il mio bambino è molto socievole: non avrà alcun problema” vs. “per quanto è timido so già che sarà una faticata”);
  • accettare quello che arriva senza prenderlo con disperazione o, al contrario, troppo di petto (ad esempio se il bambino piange è bene evitare di pensare che “non ce la faremo mai”);
  • cercare di capire il significato delle situazioni e delle reazioni individuali (ad esempio se il bambino piange è bene capire se davvero è un bisogno di un po’ di sicurezza in più o se è una sorta di “saluto” per far capire ai genitori che gli mancheranno in mancanza delle parole con cui dirlo, al quale è bene reagire senza drammi);
  • tenere conto che i bambini tarano le proprie reazioni emotive su quelle degli adulti, quindi se non sentono che l’ambiente è sereno e preparato, difficilmente potranno esserlo a loro volta;
  • farsi aiutare dalle educatrici e/o da un professionista nel caso in cui l’inserimento diventi una vera e propria battaglia, con evidenti segni di sofferenza nel bambino o con una grande fatica da parte del genitore, senza attendere che la situazione si irrigidisca eccessivamente (non è sempre vero che “il tempo sistema le cose”).

Ma a parte queste dritte, un validissimo aiuto può esserci dato dalla letteratura per l’infanzia, che conta alcuni veri e propri capolavori che possono sostenere bambini e genitori nella comprensione e nella gestione del distacco e della progressiva separazione. Di seguito ne elencherò alcuni, fermo restando che sicuramente la lista non si esaurisce qui (ce ne sono un paio anche per la “crisi da inizio elementari”):

  • Zeb e la scorta di baci – G. Michel zeb
  • I tre piccoli gufi – M. Waddel, P. Benson gufi
  • No, no e poi no – M. D’Allancé no
  • A più tardi – J. Ashbe tardi
  • Quando arriva la mia mamma? – C. Gobbo, C. Paglia mamma
  • La scuola di Leo, scuola materna – S. Bloch leo
  • Pronta per la scuola – U. Bucher, Z. Gursel (dai 5 anni) pronta
  • Non voglio andare a scuola – S. Blake (dai 5 anni) non-voglio

Utilizzare i libri per affrontare e facilitare i passaggi e i momenti un pochino più difficili e particolari della vita, oltre a dare un aiuto ai genitori che magari a volte si trovano a corto di parole o più emozionati ancora dei bambini, è una buona idea per favorire l’amore per la lettura, l’interesse per le storie e la voglia di avvicinarsi positivamente e in modo propositivo alla letteratura (oltre che, naturalmente, stimolare la curiosità e la fantasia).

Direi, due piccioni con una fava! libri_piu_letti_del_mondo

 

 

E allora, buon inizio di questa fantastica avventura alla conquista del mondo che c’è là fuori e… buona lettura!

 

 

 

Dott.ssa Giulia Schena