FAQ

Domande Frequenti

Perché rivolgersi allo psicologo?

Per rivolgersi ad uno psicologo non si deve essere “malati” o “matti”, ma si può trarre beneficio dall’intervento di supporto psicologico quando si vivono difficoltà relazionali, esistenziali, lavorative, sessuali, psicosomatiche, affettive o familiari. Tutti possono rivolgersi allo psicologo, sia per problemi conclamati che per disturbi di lieve entità che si percepiscono come potenzialmente compromettenti per lo stato di benessere personale o relazionale e che potrebbero evolvere verso sofferenze rilevanti.
Quando rivolgersi allo psicologo?
Non esiste un’età o un momento migliore di un altro per chiedere un colloquio con uno psicologo. Nell’arco del ciclo di vita possono esserci diversi momenti in cui si sente di avere bisogno di aiuto per affrontare problemi e situazioni che causano malessere o che si fanno fatica a compendere e a gestire. Quando si attraversa un momento di difficoltà, che rende infelici, dubbiosi o vulnerabili, si può beneficiare del supporto di un professionista qualificato e con esperienza. Lo psicologo può essere d’aiuto a identificare meglio il problema, a darne una definizione e assistere nel trovare la migliore via per gestire la situazione.
Quali benefici si possono conseguire?
Tra i benefici e gli effetti conseguibili mediante un trattamento psicologico vi possono essere la riduzione della sofferenza psicologica, il raggiungimento di un miglior equilibrio psichico personale, un miglioramento delle capacità relazionali, un miglioramento della gestione dei propri stati emotivi, il raggiungimento di una migliore comprensione di sé e dell’altro.
Quanto dura un percorso di supporto psicologico nello studio della dott.ssa Giulia Schena?
I percorsi di supporto o di consulenza sono individualizzati e co-costruiti tra il professionista e la persona che si rivolge a lui; per questo motivo la durata precisa, così come le modalità, non sono prevedibili a priori. In media un trattamento può essere a breve (tre mesi), medio (sei mesi circa) e lungo termine (un anno o più). Nell’arco dei primi colloqui sarà possibile definire insieme con quali modalità procedere, sapendo sempre che nulla è rigido e fisso, bensì è possibile affrontare cambiamenti in itinere qualora il caso lo renda necessario.
Quanto costa un percorso di supporto psicologico nello studio della dott.ssa Giulia Schena?
I costi variano a seconda del tipo di problema e della situazione (ad esempio a seconda che si intraprenda il percorso individualmente, in coppia o in famiglia). Indicativamente il costo varia da 50 a 70 € a seduta. Il primo colloquio è gratuito se si valuta la necessità di intraprendere un percorso (altrimenti, ha il costo di una consulenza). Ad ogni seduta viene rilasciata regolare fattura medica, detraibile dalle tasse.
Se voglio smettere?
È possibile interrompere in qualsiasi momento il percorso con lo psicologo, possibilmente facendone comunicazione al professionista.
Quanto dura la singola seduta?

La durata dei colloqui può variare da professionista a professionista. La dott.ssa Giulia Schena ha fissato la durata di ogni seduta dura tra i 60 e i 90 minuti, con frequenza da valutare in relazione alla problematica psicologica e alle disponibilità del paziente e dello psicologo.
È garantita la mia privacy?
I colloqui si svolgono con il massimo rispetto della privacy, in un’atmosfera accogliente e non giudicante.
Nello specifico, perché scegliere la dott.ssa Giulia Schena?
La dott.ssa Giulia Schena si occupa prevalentemente di problematiche familiari, inerenti la genitorialità (dalla gravidanza in avanti), l’educazione (comprese le problematiche scolastiche), la crescita dei figli, le problematiche dell’età evolutiva, la coppia e le relazioni familiari più ampie. Inoltre ha una formazione specifica nell’ambito del sostegno psicologico nelle situazioni di lutto e di lutto perinatale. Come professionista crede fermamente nelle potenzialità di ciascun individuo (bambino, ragazzo o adulto che sia), quindi cerca di aiutare le persone a ritrovare le proprie forze e a comprendere meglio i significati relativi alla propria, specifica vita. Crede anche che nessuno vada giudicato e che tutti facciano il possibile per stare bene e per far star bene i propri cari e che quando ciò non avviene non ci siano colpe da dare, bensì si debbano cercare i meccanismi e le motivazioni che hanno portato ciascuno a specifici comportamenti e a specifiche reazioni.

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